Il Sacro Monte

La realizzazione del Sacro Monte di Ghiffa avviene nel corso del secolo XVII, in realtà la genesi storica trae origine in epoche più antiche e si sviluppa ininterrottamente per circa tre secoli a partire dal 1447.

In quell'anno la Degagna di San Maurizio, sorta di circoscrizione ecclesiastica (da decanUS, capo dei dieci, capogruppo), unitamente a quelle di San Martino e di Oggebbio, fu svincolata dal contado di Angera e dal podestà di Intra, passando in possesso della famiglia feudataria dei Morigia.

L'infeudazione del territorio a Morigia perdura fino al 1744, quando, a seguito del trattato di Worms, il feudo viene ceduto al regno sabaudo e successivamente con l'estinzione della famiglia Morigia, passa ai Borromeo. Nell'arco di circa tre secoli di da parte dei Morigia si inserisce dunque l'edificazione del santuario della SS.Trinità di Ghiffa.

L'arco di tempo in cui si sviluppa il santuario è un periodo di non grandi rivolgimenti politici per Ghiffa; le condizioni sociali, economiche e religiose confermano una situazione stazionaria senza segni particolari di evoluzione.

Tra gli aspetti sociali quello che interessa più da vicino è il fenomeno religioso perché esso interviene più direttamente nel fatto architettonico, essenzialmente per tre distinti motivi. Era riconosciuta la moralità Ente di gestione dei Sacri Monti il sentimento religioso della popolazione di Ghiffa: è eloquente il fatto che in questo periodo le chiese già esistenti a Ghiffa vengono ampliate e in tutte le frazioni del paese sorge un edificio per il culto, generalmente per iniziativa popolare. Inoltre l'impulso spirituale e religioso esercitato dai Borromeo viene avvertito nelle località non direttamente dipendenti dalla diocesi di Milano, come nel caso di Ghiffa.

Nella quasi generalità dei casi dei Sacri Monti la costruzione delle cappelle avveniva grazie alla generosità ed alle cospicue offerte delle famiglie nobili che ne affidavano poi il progetto e l'erezione ad architetti ed artisti di fama. Dunque anche per Ghiffa l'iniziativa del "privato" serviva ad esempio alla popolazione, che in molti casi aveva concorso alla costruzione delle cappelle con raccolte di offerte e prestazioni di opera.

I primi approfondimenti storici risalgono a ricerche universitarie intorno alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso, successivamente alcuni articoli monografici sul santuario colmano un vuoto informativo durato per decenni, se si eccettuano i pochi preziosi testi storici precedenti.

In effetti si deve giungere sino al 1985 quando l'amministrazione comunale di allora pone al primo punto del suo programma la volontà di restaurare e recuperare in tutte le sue parti il monumentale santuario della SS. Trinità che veniva classificato con pieno diritto "fra i quindici Sacri Monti più importanti e significativi della zona alpina".

Come spesso accade per le realtà semplici e poco conosciute, la notorietà è rimasta lontana da questo luogo che viveva però una propria devozione popolare fatta di genuinità e di sincera religiosità, all'ombra – si deve intendere – di fenomeni storici che interessavano il lago Maggiore e i territori del vicino milanese dove primeggiavano le grandi figure di san Carlo Borromeo e del cardinal Federigo. Paolo Morigia nel 1603 scrive che "da ogni parte accorrono le genti al miracoloso monte" segno questo che il luogo dove sorge i I Sacro Monte era sacralizzato da antichissima devozione popolare. 

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